Giorgio Pastore domenica 05/11/2017 alle ore 14:25:45 ha scritto:
>> Quante accelerazioni (di una determinata massa <m>) ci sono?
>>
>> Sono infinite accelerazioni se le riferiamo a tutti i possibili riferimenti
>> inerziali e non.
>
> Se vuoi mettere in gioco i sist non inerziali, ok. Ma, con le tue parole, ci
> sono infinite accelerazioni anche in un unico sistema inerziale. Visto che
> possiamo giocare con le configurazioni di tutti gli altri corpi (diversi da
> quello che accelera).
>
>
>> Infinite sono le accelerazioni (della massa <m>) e infiniti m*a ci sono.
>>
>> E poich� F=ma, a infinite accelerazioni corrispondono infinite diverse
>> forze F!
>
> E dov'e' il problema?
>
>> Quando la Ferrari di Fettel scatta alla partenza con accelerazione <a>
>> rispetto alla pista, � quasi fermo rispetto ad Hamilton che accelera
>> accanto a lui, ed � accelerato verso dietro rispetto all'aereo che sta
>> decollando nella stessa direzione.
>>
>> Insomma, ci sono infinite accelerazioni della Ferrari di Fettel.
>>
>> Ma ci sono davvero infinite forze applicate alla sua vettura?
>>
>> O c'� l'unica forza che � quella del suo motore?
>>
>> Tu che ne dici?
>
> Che hai fatto il gioco delle 3 carte considerando solo le differnze dovute al
> cambio di sistema di riferimento.
> Ciononostante, va bene anche cosi.
>
> perche' ti turba che ci siano infinite accelerazioni al cambiare dei sistemi
> di riferimento? Forse ti turbano anche le infinite velocita' al cambiare
> degli infiniti sist. di rif. inerziali?
Non sono queste le cose che mi turbano.
Che cambi la velocit� cambiando il sistema di riferimento � del tutto
logico e razionale.
Che cambi l'accelerazione lo � un po' di meno perch� l'accelerazione si
pu� (in alcuni casi) MISURARE anche internamente
(accelerometro-dinamometro) mentre nessuno mai potr� misurare la
velocit� all'interno del proprio riferimento perch� l� la velocit� �
sempre nulla.
E se l'accelerazione (in alcuni casi) si misura anche dall'interno,
vuol dire che NON dipende da cosa succede nel resto del mondo.
Tuttavia possiamo legittimamente parlare di accelerazione "apparente"
perch� per "definizione" l'accelerazione � una variazione di velocit�
per cui anche a Fettel (in partenza) pu� "apparire" accelerata la pista
che non ha alcun motore n� alcuna forza che agisca su di essa.
Ma la forza no! La forza non ha alcuna relazione con l'esterno, n�
realmente n� apparentemente!
La forza agisce direttamente nel punto d'applicazione e l� si misura
col dinamometro.
Quello che succede all'esterno del punto d'applicazione non modifica
l'entit� della forza.
La forza che il motore esercita sull'astronave non dipende dalla
variazione della velocit� rispetto alla Terra o a qualunque altro corpo
dell'universo.
Giorgio Pastore domenica 05/11/2017 alle ore 14:35:15 ha scritto:
>> Tradotto per noi peones significa che:
>> la massa accelerata m*a � essa stessa una forza
>> oppure che la "data" forza F applicata alla massa <m> l'accelera di una
>> quantit� <a>.
>>
>> E' cos�?
>>
> Ni. Sto parlando della *definizione* di forza.
> Nel primo caso viene definita da a e m (per m occorre evidentemente una def
> che non richiede il concetto di forza). Non e' una *nuova* forza.
Questa definizione ha una pecca.
Se la forza � definita da <a> e da <m>, dovunque non ci sia
accelerazione non dovrebbe esserci neanche la forza.
E invece questo non � vero perch� la legge di Hoocke ci dice che la
forza c'� anche dove (in assenza di qualunque accelerazione) si
verifica una variazione della lunghezza (rispetto a quella a riposo) di
una molla.
> Nel secondo, ci sono posizioni diverse, la piu' estremista e' quella secondo
> cui Forza e' una grandezza fisica primitiva (in principio riconducibile,
> almeno idealmente, a misure dirette) e causa un'accelerazione secondo m*a
> (in tal caso m potrebbe essere definito da F=m*a).
Quest'altra definizione � molto pi� ragionevole.
E mi pare che sia assolutamente identica alla mia che, tra l'altro, �
pi� completa (la forza � quella cosa che accelera le masse libere
oppure le allunga, le comprime o le deforma se sono vincolate).
La forza � una grandezza primitiva.
> Comunque, una volta scelta la definizione, non ci sono effetti particolari
> sulla struttura formale e concettuale della meccanica classica.
Questo � senz'altro esatto nel caso della prima definizione ma non
nella seconda.
Se la forza � una grandezza primitiva che si esercita nel punto di
contatto, non pu� dipendere dalla variazione della distanza dagli
oggetti "esterni", quindi non � SEMPRE associabile all'accelerazione.
In sostanza la forza esiste ANCHE dove l'accelerazione non c'� (legge
di Hoocke) e non esiste dove l'accelerazione � "apparente".
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Luigi Fortunati
Received on Mon Nov 06 2017 - 11:22:17 CET